2025-05-26 IDOPRESS

Mentre si cerca nei laboratori e
negli archivi giudiziari l'involucro in cui dovrebbe essere
stato conservato l'intonaco grattato 18 anni fa dal muro delle
scale della villetta di Garlasco e che è legato all'impronta 33
attribuita ad Andrea Sempio,le nuove indagini per far luce
sull'omicidio di Chiara Poggi si concentreranno,oltre che
sull'analisi di quanto sequestrato nelle scorse settimane,anche
sulla ricostruzione della dinamica del delitto 'leggendo' le
impronte di sangue e sull'arma usata che non è ancora stata
individuata.
In attesa degli accertamenti genetici disposti,mediante la
formula dell'incidente probatorio,dalla gip di Pavia Daniela
Garlaschelli,in particolare sui due profili maschili del Dna
sulle unghie di Chiara (uno è di Sempio) e sull'impronta
lasciata sulla porta di casa Poggi,le attività investigative
stanno anche cercando di capire con quale oggetto sia stata
colpita la ragazza,andando a riesaminare le molte ferite sulla
testa e sul volto. E poi si ricostruirà la dinamica
dell'aggressione attraverso la Pba,ossia le analisi delle
moltissime tracce ematiche repertate sulla scena del crimine.
In merito al reperto dell'intonaco,probabilmente è andato
distrutto in quanto c'è una sentenza passata in giudicato,
quella di condanna a 16 anni di Alberto Stasi,e qualora venisse
ritrovato,al fine di poter estrapolare Dna,sarà fondamentale
lo stato di conservazione. Non è così per la difesa di Stasi,
che domani depositerà una consulenza per sostenere che
nell'impronta 33 è possibile individuare materiale biologico.
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