2026-06-24 HaiPress

Toyota ridurrà la produzione fuori
dal Giappone di circa
100.000 veicoli entro febbraio 2027,a causa del calo della
domanda innescato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Lo
riferisce il giornale Nikkei,che spiega come la prima casa
automobilistica mondiale abbia già avvisato i suoi principali
fornitori di componentistica.
La strozzatura della rotta petrolifera,conseguenza diretta
degli attacchi statunitensi e israeliani sull'Iran,ha fatto
impennare i prezzi del carburante,comprimendo i consumi nel
settore automotive in Cina,Medio Oriente e in altri mercati
chiave. Toyota - ricorda il Nikkei - aveva già ridotto la
produzione domestica di veicoli destinati al Medio Oriente di
circa 40.000 unità tra marzo e aprile,e aveva in precedenza
pianificato tagli all'output estero per 83.000 unità nel periodo
giugno-novembre.
Tra i modelli più penalizzati figurano le versioni a benzina
del Suv RAV4 e della berlina Avalon. Colpita anche la gamma
elettrica per la Cina,mercato ad alta competitività dove i
veicoli EV guidano già le vendite,con riduzioni che riguardano
almeno tre modelli targati Toyota. Sul fronte domestico,la casa
nipponica prevede invece un incremento produttivo di 4.200 unità
nella seconda metà dell'anno rispetto ai piani di maggio,con
aumento dell'output di RAV4 e Land Cruiser 250,a parziale
compensazione della riduzione del segmento Lexus ES per il
mercato cinese. In base alle stime attuali,Toyota punta a
produrre circa 10 milioni di veicoli nell'anno fiscale che
termina a marzo 2027,con un utile netto consolidato stimato a
3.000 miliardi di yen (16,3 miliardi di euro),in calo del 22%
su base annua.
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